Riforma della disciplina della crisi d’impresa

By 13 ottobre 2017News
Tasse e tributi - equitalia - Crisi

Nei giorni scorsi è arrivato l’ok dal Senato per il Ddl sulla disciplina fallimentare. Il disegno di legge prevede una vera e propria riforma in ambito di crisi d’impresa e insolvenza.

La nuova legge rappresenta una vera e propria svolta considerando che la nostra legge fallimentare risale al 1942 e andava adeguata alla nuova realtà economica.

La razio dei cambiamenti sta principalmente nel voler dare un’altra possibilità a chi ha avuto un insuccesso imprenditoriale. Tanto per cominciare non si parlerà più di fallito. Oltre alla definizione, a cambiare è anche la figura dell’imprenditore fallito che, dopo un insuccesso imprenditoriale, potrà riprovare senza i vincoli della precedente disciplina che impedivano di fatto l’esercizio di una nuova attività economica.

La liquidazione giudiziale

Grande attenzione è stata data all’istaurazione di meccanismi di allerta volti a far emergere in anticipo la situazione di crisi. È stato inoltre dato ampio spazio agli strumenti di composizione stragiudiziale per permettere un incontro tra debitori e creditori e gestire al meglio l’insolvenza.

Novità importanti riguardano il curatore. Quest’ultimo avrà maggiori poteri rispetto alla precedente disciplina. Infatti potrà:

  • Accedere facilmente alle banche dati della Pubblica Amministrazione;
  • Promuovere azioni giudiziali spettanti ai soci o ai creditori sociali;
  • Svolgere la fase di riparto al posto del giudice delegato.

Azioni preventive: l’allerta

Per anticipare lo stato d’insolvenza, è stata introdotta una fase preventiva di allerta attivabile sia dal debitore, che d’ufficio, che dai creditori. Se promossa dal debitore, sarà assistito da un organismo istituito presso le Camere di commercio. Da quel momento ci sono 6 mesi di tempo per arrivare a un accordo con i creditori. Se proposta d’ufficio, il giudice convocherà il debitore e affiderà a un esperto l’incarico di trovare un accordo entro 6 mesi.

In caso di esito negativo della procedura, avviene l’iscrizione nel registro delle imprese.

Se l’imprenditore attiva l’allerta potrà beneficiare di misure favorevoli come:

  • Non punibilità dei delitti fallimentari se il danno non è rilevante;
  • Riduzione degli interessi e delle sanzioni per i debiti fiscali

Le grandi imprese e le società quotate sono escluse dalla fase di allerta.

Semplificazioni processuali

Nel trattare le proposte di allerta, viene data priorità alle aziende che assicurano maggiormente la continuità. Un obbiettivo della nuova legge è inoltre quello di ridurre durata e costi delle procedure concorsuali. Come? Responsabilizzando gli organi e contenendo il più possibile i crediti prededucibili (sorti durante la procedura).

Sarà ridotto inoltre il limite del 60% dei crediti per l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione.

Nuovo concordato preventivo

A cambiare è anche il concordato preventivo. Sarà ammesso infatti anche quello che mira alla liquidazione se l’imprenditore è in grado di assicurare il pagamento di almeno il 20% dei creditori chirografari.

Dott. Marco Palano 13/10/2017

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